Il Museo “Klitsche de La Grange” si trova nel centro storico di Allumiere, piccolo comune situato tra le cime più alte dei Monti della Tolfa, complesso orografico di origine vulcanica compreso fra le province di Roma e Viterbo, racchiuso dal corso del fiume Mignone e dalla costa tirrenica.
La struttura ha sede nel Palazzo della Reverenda Camera Apostolica, costruito intorno al 1580 per volontà di papa Gregorio XIII, per ospitare gli uffici e il personale dell’amministrazione delle miniere di allume e la Corte pontificia in visita alle attività estrattive.
L’origine di questa istituzione culturale affonda le sue radici nell’attività di ricerca intrapresa dall’ingegnere minerario Adolfo Klitsche de La Grange nella seconda metà del XIX secolo. Investito dal Governo Pontificio, per ravvivare l’estrazione dell’alunite, materia prima per la produzione dell’allume, pose in luce le prime testimonianze della cultura “protovillanviana” della fine dell’età del bronzo.
Nuove scoperte nei primi anni del 1950 spingono, su sollecitazione del Dott. Odoardo Toti, l’Amministrazione Comunale ad istituire un Antiquarium, che nel 1966 acquisisce, in occasione del VI Congresso Internazionale di Scienze Preistoriche e Protostoriche, il titolo di Museo Civico.
Nel 1971 viene allestita una prima sezione naturalistica, che si rivela elemento fondamentale per la caratterizzazione espositiva attuale. Negli anni ’90 viene progettato un nuovo allestimento secondo i canoni della più moderna museografia, completato nei primi anni del 2000.
L’attuale percorso si propone di illustrare le trasformazioni geoambientali del comprensorio dei Monti della Tolfa dalla preistoria all’età moderna, tramite una ricca documentazione archeologica, faunistica, floreale, paleontologica e mineraralogica, con particolare riguardo al tema dello sfruttamento delle risorse minerarie .
Al primo piano dell’edificio sono ospitate le seguenti sezioni: paleontologica, con documentazione relativa alla fauna e alla flora del Pleistocene iniziale, preistorica e protostorica, con presentazione di numerosi siti dal Paleolitico medio all’età del Ferro; etrusca con corredi funerari ; romana, con materiali provenienti dalle ville rustiche della zona, con oggetti di uso quotidiano.
Al secondo piano seguono le sezioni relative al tardo-antico e all’alto medioevo, con vasellami di uso domestico e maioliche tardo – medievali; segue una documentazione relativa allo sfruttamento delle risorse minerarie dal XV al XIX sec., con ricostruzioni e diorami sui metodi di estrazione e lavorazione dell’allume e altri minerali.
La sezione naturalistica illustra la fauna e la flora del territorio, le caratteristiche vegetazionali, il popolamento animale, gli ecosistemi naturali, gli aspetti legati alla presenza dell’uomo, le rocce, la geologia e la mineralogia. Una sala è dedicata alla ricostruzione dei principali ambienti presenti sul territorio: è rappresentato il tipico ambiente fluviale, in cui viene messa in evidenza la catena alimentare che lo contraddistingue , l’ambiente boschivo che, oltre al valore naturalistico, si caratterizza per l’ importanza economica, essendo gran parte gestito a ceduo o ad alto fusto. Infine, l’ambiente più peculiare dei Monti della Tolfa è costituito dal prato pascolo, modellato nel corso dei millenni dai bovini allevati allo stato brado e dalla presenza del Capovaccaio.
L’esistenza di questo uccello era legata principalmente all’allevamento del bestiame, in quanto si nutriva di carcasse e di placente nel periodo dei parti. Presente sino agli anni ’80, con alcune coppie nidificanti sulle pareti rocciose, oggi la sua presenza è saltuaria e limitata al periodo primaverile–estivo. Nella sezione relativa è conservato un raro esemplare di “Capovaccaio” .
Un’altra sala è dedicata alla fauna entomologica dell’area, anche per questa componente del popolamento animale è stata scelta una rappresentazione per ambienti, integrata con pannelli esplicativi e ricostruzioni con modelli realistici e in scala maggiorata.
All’interno della stessa sala è anche allestito uno spazio riservato al “faggeto, bosco eccezionale di faggi sotto quota (500/600 sml), con individui maestosi ed imponenti.
Inoltre troviamo una ricca e curata campionatura delle fioriture diffuse in tutto il territorio con un erbario costantemente aggiornato.
Pertanto, per tutte le caratteristiche presentate, il Museo è oggi Centro per la documentazione in loco del patrimonio preistorico e naturalistico del comprensorio tolfetano-cerite, una valenza multidisciplinare che è in grado di offrire laboratori dotati di stereomicroscopi e audiovisivi ed un laboratorio di palinologia e microfotografia, applicate alla sezione paleontologica.
Inoltre, il Museo rinnova ogni anno il suo appuntamento con i laboratori didattici, proponendo il progetto “un museo tutto da scoprire”, percorso formativo che da la possibilità a moltissime scuole e agli studenti di vivere la struttura museale in tutti i suoi aspetti e sopratutto di conoscere ed approfondire le caratteristiche più affascinanti e misteriose dell’archeologia e del mondo naturale.
I laboratori proposti sono di tre tipologie: Archeologici, Naturalistici e di manipolazione Laboratori di Archeologia Sperimentale : per conoscere la storia del passato, non con semplici visite guidate, ma attraverso un stimolante percorso interattivo che permette di fare, creare ed interagire con i reperti e le varie testimonianze del passato.
Laboratori Naturalistici: per conoscere gli ecosistemi strettamente legati alla storia del territorio, per “ toccare con mano” il Materiale naturalistico, per sperimentare direttamente i numerosi “ perché della natura.
Laboratorio di manipolazione dell’agilla: Laboratorio dedicato ai più piccoli, per scoprire il museo attraverso il gioco e la fantasia.
Orario di apertura: mar-dom 9- 13; mer, sab, dom anche 15-18
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