Distante in linea d’aria circa 300 metri dalla “Villa Romana del Casale” di Piazza Armerina, la “Villa delle Meraviglie” domina la vallata ove si conservano i mosaici romani di epoca tardo imperiale più belli del mondo, dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
Piazza Armerina, con i suoi dintorni, conobbe il periodo più splendido per la sua architettura tra il 1700 ed il 1800. Molte famiglie locali, come quella dei Trigona, godevano di un rapporto privilegiato con la Dinastia borbonica. Ne è prova il fatto che molte di queste famiglie, tra cui il ramo dei Principi di Sant’Elia, si stabilirono a Palermo per essere vicini alla corte dei Borbone e riceverne incarichi politici. Il feudo del Casale apparteneva, sin dal medioevo, alla famiglia Cammarata Bonifacio.
Edificata come luogo di villeggiatura, data la vicinanza al centro abitato, la villa fu scelta come dimora ospitale, essendo agevolmente raggiungibile, da Ferdinando IV di Borbone, in occasione della sua visita alla città di Piazza Armerina divenuta sottoindendenza di Caltanissetta. Sin dai primi ambienti della Villa si avverte e si respira quel gusto romantico per il meraviglioso e per l’antico, ricercato dai viaggiatori del Grand Tour in Sicilia, attratti dal fascino dell’archeologia classica che in quel periodo pervadeva l’Europa, contemporaneo alla nascita di quelle grandi collezioni d’arte greca e romana che arricchirono i più importanti musei del tempo.
All’interno della Villa si trovano esposte le collezioni del “Museo Enzo Cammarata” inaugurato nell’Ottobre del 2008. L’arredamento della casa è quello tipico delle residenze patrizie del 700, che affascinarono i grandi viaggiatori tra il 700 e l’800, provenienti da tutta l’Europa, in visita nei luoghi incantevoli, decantati dagli antichi autori di epoca greco-romana. Le collezioni esposte all’interno del museo comprendono ambiti che abbracciano tipologie diverse, dalle sculture ai mobili, dai libri ai dipinti, dai sigilli alle stampe antiche, tutti oggetti che riguardano non solamente una particolare zona della Sicilia, ma le differenti culture che hanno avuto a che fare con la Sicilia.
Qui, oltre a mobili risalenti al periodo Rinascimentale sino al Neoclassico della seconda metà dell’800, è possibile ammirare i resti di una scultura di epoca romana raffigurante la dea Cerere, varie riproduzioni, settecentesche e ottocentesche, che richiamano antiche opere d’arte greca, ceramiche ed intarsi su ardesia di periodo borbonico, ispirati a scene tipiche dei vasi dell’antica Grecia.
Altresì, vi si trovano numerosi oggetti di notevole pregio, come micro-mosaici incastonati in lastre con marmi e pietre dure, una testa marmorea raffigurante uno dei Reali Aragonesi del famoso scultore Francesco Laurana, un tondo in maiolica a rilievo del celebre artista fiorentino Luca della Robbia, una straordinaria rappresentazione cinquecentesca di “Ercole bambino”, che riporta a Michelangelo, tuttora in fase di studio per la sua attribuzione. Vi sono esposte ancora antiche collezioni di minerali, di conchiglie, di marmi e pietre dure, di oggetti con raffinati intarsi in legno, opere d’arte orientale e pitture ad olio su tela di epoca tra il 500 e 800.
Una sezione apposita è dedicata alle maioliche, a partire da esemplari risalenti all’Alto Medioevo, al Basso Medioevo ed al Rinascimento fino alle terrecotte di Bongiovanni Vaccaro e alle maioliche di Caltagirone dell’800. La visita del Museo Enzo Cammarata e della Villa delle Meraviglie è un’esperienza unica: un breve ma intenso viaggio attraverso la storia, la mentalità e il gusto della Sicilia dalle sue antiche origini all'età moderna.
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