Il
Consiglio delle autonomie locali della Sardegna è stato istituito
all’unanimità, con una apposita votazione, dai consiglieri regionali della
Sardegna, nel gennaio 2005. Già in passato i consiglieri regionali e con essi i
rappresentanti delle province, i sindaci di numerosi paesi sardi e la maggior
parte degli amministratori pubblici, manifestarono l’esigenza di avviare un
reale processo di riforma del sistema autonomistico della Sardegna prefigurando
un sistema istituzionale moderno, funzionale e articolato, al fine di favorire
la partecipazione democratica delle autonomie locali ai procedimenti
legislativi e amministrativi che le riguardano più direttamente.
Tale
processo ha avuto inizio con l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali
consentendo - in via ordinaria e sistematica -la partecipazione effettiva dei sindaci e dei presidenti delle province
a quel processo di riforma che ha l’obiettivo di decentrare compiti, funzioni,
risorse verso gli Enti Locali e delle specificità territoriali.
La
partecipazione di Comuni e Province ai criteri decisionali della Regione
rappresenta un passaggio qualificato, importante e contribuisce a limare il centralismo
regionale e le consuetudini governative non rispondenti più alle esigenze della
moderna efficienza amministrativa e alla altrettanto moderna concezione del
coinvolgimento democratico degli Enti Locali.
La Regione
Sardegna, con la legge numero 3 di riforma costituzionale, ha acquisito nel
1993 la competenza esclusiva in materia di ordinamento degli Enti locali. Il
che non significa solo definizione delle leggi in materia elettorale degli
organismi di governo dei comuni e delle province, ma anche e soprattutto definizione
delle funzioni e dei poteri dei comuni e delle province. In parole semplici: la
ricerca di un nuovo centralismo in luogo di un serio, efficace decentramento.
Il nuovo testo
dell’articolo 123 della Costituzione, ultimo comma, che è introdotto dalla
riforma del Titolo V con la legge costituzionale numero 3 del 2001, è
applicabile immediatamente anche nelle regioni a Statuto speciale come la
Sardegna, in virtù di quella clausola transitoria contenuta nell’art.10 della
stessa legge di riforma che stabilisce che in ogni regione venga disciplinata
l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali quale organo di
consultazione tra la Regione e gli enti locali.
La funzione del
Consiglio delle Autonomie riguarda le varie fasi del processo legislativo e di
quello amministrativo attraverso la partecipazione dei Consiglieri alla
Conferenza Regione – Enti Locali (art.12 L.R. n.1 del 2005) ovviamente su
materie riguardanti le autonomie locali attraverso l’espressione di pareri
facoltativi e obbligatori sul procedimento legislativo e mediante le intese in
sede di Conferenza Regione – Enti Locali, utili all’attività
politico-amministrativa della Regione. Questo processo prefigura lo sviluppo di
un processo di riforma verso un sistema istituzionale unitario Regione-Enti
locali dove non vi siano gerarchie istituzionali che possono avere difficoltà
di raccordo, semmai una articolazione, una specificità di competenze e di
funzioni diverse, diversificate, basate sui principi di sussidiarietà e di
responsabilità piena dei diversi soggetti istituzionali in rapporto alle funzioni
che sono loro attribuite.
Sito web: www.autonomielocali.com